Ultima modifica: 18 Ottobre 2020

PROGETTO “SCUOLA ALL’APERTO”: ALLA SAN FRANCESCO NON CI FERMIAMO!

La nostra scuola italiana, oggi più che mai, ha bisogno di rinnovamento didattico e poi fa parte del mio carattere trovare anche nelle situazioni peggiori, un risvolto positivo, una via di accesso per una spinta che ci conduca insieme a nuovi cambiamenti. Con questo articolo condivido con voi il racconto di come è nato il progetto: “Scuola all’aperto: oltrepassare la soglia e pensare la scuola fuori”. Proprio alla fine dello scorso anno scolastico, a seguito dell’emergenza Covid , è apparsa chiara più che mai l’esigenza di un nuovo assestamento, di un cambiamento, di una apertura, in tutti i sensi.
Dopo aver frequentato il corso di formazione organizzato nel mese di maggio da “Biella Cresce” e aver conseguito l’attestato di “Fare scuola all’aperto” ho deciso di proporre questo progetto alla nostra Dirigente, che mi ha subito accolta con entusiasmo, non solo perchè all’aperto ci si contagia meno, ma anche perchè questo tipo di didattica a cielo aperto è una scelta autentica di riconoscimento per i nostri studenti del loro diritto a vivere la natura come potente contesto di apprendimento, come luogo dove potersi confrontare con il mondo vero, costruendo le proprie competenze.
Così si è avviata la ricerca  degli spazi adatti, grazie anche all’assessore Gabriella Bessone e a Don Paolo Boffa siamo riusciti a definire alcune zone (oltre al nostro bel cortile interno) in cui portare avanti le attività didattiche all’aperto.
Piazza Duomo ovviamente, luogo naturalmente adatto ad accogliere gruppi di studenti, in particolare la zona accanto al bellissimo Battistero. Una parte dei giardini del Palazzo Bruno Ferrero, appositamente sistemati, ripuliti e transennati chiusi al pubblico e riservati agli studenti della San Francesco.  L’assessore sistemerà anche una segnaletica speciale per le coste del Piazzo in modo da avere un percorso pedonale più sicuro e visibile (la salita si fa a piedi! “Mens sana in corpore sano”: movimento e attivismo come primi strumenti di apprendimento!).

I ragazzi per le ore all’aperto devono solo portare da casa delle sedute pieghevoli, comode da riporre nei loro zaini , tipo il treppiedi da pescatore oppure qualche sgabellino da camperista, oltre ad una cartellina rigida con fogli, penna per prendere appunti. Il libro diventa qui superfluo, si punta al coinvolgimento degli studenti che diventano attivi protagonisti della lezione. La scuola dunque non solo può recuperare un’idea di apprendimento che preveda più coinvolgimento da parte degli studenti, ma soprattutto deve cercare di difendere gli studenti perchè queste normative di distanziamento sociale non li costringano nel pericolosissimo e umiliante  ruolo di passivi e immobili uditori.
L’aspetto più bello di questi primi mesi è stato il sostegno di tanti miei colleghi che credono e vogliono far parte di questo progetto: oltre ad alcuni colleghi di lettere hanno dato la loro disponibiltà le insegnanti di scienze, di matematica, di arte, di musica, di lingua, di tecnologia che non vedono l’ora di mettersi in gioco. Fantastici anche gli insegnanti di sostegno alla classe e i giovanissimi  prof. Covid che fin da subito sono stati disponibili ad accompagnarci e a collaborare. Spero che si andrà sempre maggiormente verso un cambiamento vero e profondo della scuola da anni, e da tanti, auspicato. Dovremo imparare ad usare gli spazi di cui tutte le nostre scuole italiane  dispongono, verso una didattica diversa da quella, dura a morire, che punta sulla trasmissione frontale dei contenuti e allo spirito di sacrificio e alla competizione.

Quindi eccoci, come vedrete in alcune fotografie: in cortile con la prof.ssa Lucchesi a far matematica, in piazza Duomo con le prof.sse Gianquinto e Verrua a fare lezione su Dante, in giro per le vie del centro cittadino con la prof.ssa Preacco, in cima alle Coste del Piazzo con la prof.ssa Canale a fare orienteering, a fare storia accompagnati dal prof. Cerreia addossati al Battistero (dove un giorno abbiamo anche ricevuto una visita del Sindaco di Biella!). Ma questo è solo l’inizio perchè andremo ai giardini Bruno Ferrero a fare scienze, in giro per la città a fare arte, nel cortile dell’oratorio del Duomo a fare tecnologia, nel nostro chiostro a fare musica.
Moltisssimi docenti hanno deciso di abbracciare  questo progetto con gioia, entusiasmo e fiducia.
Durante le lezioni a cielo aperto i ragazzi sono più attenti, partecipativi, recettivi e soprattutto sorridenti, che cosa si può desiderare di più?

Pronti, partenza….FUORI!
prof.ssa Chiara Verrua

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